Viva il Parco

[di Nicola Cappello]

ApreL’area del Delta del Po è un territorio unico, esistono un insieme di ecosistemi complessi e delicati allo stesso tempo. È un’area adatta allo sviluppo turistico, anche se vale la pena sottolinearlo, lo stiamo letteralmente rovinando. L’attuale presidente uscente, Federico Saccardin, ha assicurato che di passi avanti ne sono stati fatti molti, nella realizzazione di diverse strutture e attualmente si sta lavorando anche sulla segnaletica.

Ma perché il parco del delta, quello Veneto si intende, è così indietro?

Sarà perché si è preferito uno sviluppo alternativo, completamente inadatto a quello del territorio?
La centrale Enel di Polesine Camerini per esempio. Ha iniziato il proprio cammino con l’olio combustibile, poi si è tentata la via “oscura” dell’Orimulsion, completando con il capolavoro del Carbone… pulito. I lavori per la riconversione della tanto amata (da pochissimi) ed odiata (circa il resto del Polesine) centrale cominceranno Capanneper il 2010, con la promessa di creare molti posti di lavoro, soprattutto nei 5 anni che occorrono a trasformarla (la stessa cosa, pare, fu detta anche per il terminal gasiero).
Possiamo aggiungere il rigassificatore che si trova al largo delle coste di Porto Levante nel comune di Porto Viro. Altra struttura messa a 17 km dalla costa, con la promessa che sarebbe stato invisibile… ma è stato omesso di dire forse “solo in caso di nebbia”, che immetterà nel mare acqua fredda. Perché si vuole fare un osservatorio della pesca? Che timore c’è? Quali saranno le ricadute sul territorio? Si spera non solo i 29 dipendenti residenti nella provincia di Rovigo, si spera nella formazione, all’interno del territorio, di professionalità da impiegare nella manutenzione del terminale.

FenicotteriOra l’Ente parco sta attraversando un periodo di stand by, in attesa che vengano fatte le nuove nomine, in attesa di un nuovo presidente. Ne serve uno che riesca a valorizzare il nostro territorio, la gente che ci abita non conosce il parco, non lo considera. Perché?
Il parco del Veneto è partito con una decina di anni di ritardo rispetto a quello dell’Emilia Romagna ed anche in quel caso le cose non sono state semplici, eppure la piccola area emiliano romagnola è quella definita parco, nonostante possieda una parte infinitesimale del territorio deltizio.

pollution_europe_hiresForse è giunto il momento di crederci, se molti non voglio, ad esempio, la centrale si devono mettere in moto per la realizzazione di qualcosa di alternativo, di creare professionalità indirizzate verso il turismo, che ci siano realtà produttive ecocompatibili e riuscire con il tempo, a togliere quel brutto colore scuro, causato dall’inquinamento, che si vede sulla cartina…

Chissà che le foto, scattate da Sandro Marchioro, possano essere un incentivo in più, per pensare che forse vale la pena credere nella natura, per sviluppare il territorio

FiumeViva il parco

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Nutria

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