Un anno buttato via?

Il 2010 è stato un anno nero. Questo è certo, ma come diceva il vecchio adagio non tutto il male viene per nuocere.
Perché il 2010 ha messo ancora di più in risalto il vero volto della politica. Fatta per lo più di interessi personali, che della popolazione, di passaggi di fronte, lenta e non in grado di dare le risposte che servono ad uno stato in crisi perenne.
La tendenza della disoccupazione è sempre stata in rialzo, con diverse aziende ad aver chiuso i battenti.
Tirando le somme, comunque, il segno è sempre negativo, concludendo con la chicca di tagliare i fondi all’editoria, un altro modo per abbattere la concorrenza, forse, ma di certo utile per creare nuovi disoccupati.
Il 2010 ha dimostrato un giornalismo malato. Capace di accanirsi sul caso Scazzi, a difendere il premier, piuttosto che dare notizie. È stato dimostrato come non ci sia un vero polso della situazione, come tutto sembra essere felice, segno che il 2010 ha insegnato molto ma che molti non hanno avuto voglia di apprendere, nonostante il bellissimo programma Vieni via con me di Saviano e Fazio.
Il 2010 ha visto il terremoto di Haiti, la rottura interna del Pdl e la conseguente campagna anti Fini, la marea nera in Lousiana, una nazionale di calcio fallimentare che ha rispecchiato fedelmente lo stato della Nazione, la scomparsa di Cossiga sino ad arrivare a Wikileaks.
Il 2011 sarà all’insegna di un’importante anniversario, quello del 150° anno dell’unità d’Italia e si arriva con una penisola che ancora non riesce ad avere una visione di unità, dove i separatisti sono al governo e che sognano una nazione limitata a nord dalle Alpi e a sud dal Po.
150 anni dopo ci si ritrova con un Governo in crisi, con uno stato fermo da anni ed incapace di crescere e di stimolare le nuove generazioni. Un Governo schiavo di una politica vecchia e stantia come quelli che la rappresentano.
Perché deve essere un anziano a decidere il futuro e non un Presidente del consiglio almeno Under 50? Dunque buon compleanno Italia, nella speranza che qualcosa cambi, che finalmente si facciano riforme, non della giustizia che al momento servono ad una persona, ma che aiutino a far ripartire l’economia e dare lavoro, speranza e a fermare la fuga dei giovani.

Dunque buon anno a tutti voi che avete seguito di giorno in giorno questo blog e ringraziandovi, vi saluto per ritrovarci nel 2011, nella speranza di scrivere ed essere testimone di un cambiamento concreto, ma in positivo.

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