Due ore da ottimista

Ho provato ad essere ottimista

Mi sono imposto una giornata di ottimismo. La regola è semplice, guardare il bicchiere mezzo pieno in ogni situazione, abbandonando il classico cinismo che mi accompagna. Una giornata dura comunque (e che dovevo essere ottimista), visto quanto sta accadendo in Italia, ed è difficile riuscire sempre nell’intento.

  • Il Fondo Monetario Internazionale: frena la crescita dell’Italia, tagliando le stime sul Prodotto interno lordo per il 2012. (Nota positiva: potevano anche azzerarle le stime)
  • La Cei chiede sobrietà al governo italiano (Nota positiva: bene… ci sono state nazioni scomunicate per molto meno)
  • Moratti 50 milioni di euro in consulenza, dando assegni anche a cantanti e a Dj (Nota positiva: Vuole essere sicura su quello che fa e sta animando il Comune di Milano con musiche di tendenza, la fila all’ufficio anagrafe sarà meno pesante, grazie al Waka Waka)
  • La Human Rights Watch ha bocciato l’Italia, parlando di una nazione xenofoba e discriminante (Nota (forse) positiva: per fortuna che si limita a guardare solo in quella direzione…)
  • Berlusconi attacca Gad Lerner in diretta su l’Infedele, mentre si parlava del Rubygate (Nota Positiva: Ora so cos’è un postribolo e conosco il curriculum vitae della Minetti)
  • La Maregaglia accusa il governo di non fare nulla da sei mesi (Nota positiva: …)

La mia giornata di ottimismo si è conclusa dopo un banale tentativo durato solo due ore…

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3 pensieri su “Due ore da ottimista

  1. Ciao Nicola
    il tuo articolo è ironico e in fondo l’ho letto volentieri… e ovviamente condivido quello che è il vero messaggio che vuoi mandare (almeno per come l’ho inteso io): non c’è nulla di positivo in tutto questo… anzi!!

    Ma posso dirti una cosa? Mi dispiace sempre quando l’Ottimismo viene preso per un modo “stupido” o forzatamente positivo di vedere le cose … e questo è quello che emerge dal tuo articolo.

    Se vedere le cose da ottimista fosse fare quello che hai fatto tu per due ore e per giunta su problemi enormi e non direttamente risolvibili da te… allora l’ottimismo sarebbe inutile e stupido.

    Ma per fortuna essere Ottimisti Realisti è ben altro!!
    Essere ottimisti non significa accettare le cose come sono e farsele piacere trovando ridicoli lati positivi.
    Essere Ottimisti Realisti significa avere una propria politica alternativa e concreta: significa usare il realismo per la denuncia delle negatività e l’ottimismo per la proposta di una soluzione.

    Comunque hai stimolato delle riflessioni (lato positivo del tuo articolo sull’Ottimismo)

    Un caro saluto
    Sebastiano Todero

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    • Ciao Sebastiano,
      ti ringrazio intanto del tuo commento. Sono felice quando i lettori del blog si esprimono pubblicamente e non solo via mail.
      Nell’articolo, non ho fatto una prefazione, anche perché sarebbe stato un po’ lungo da spiegare.
      Il mio era un ottimismo fittizio. Il perché di questa specie di… sfogo, è nato da un servizio che ho fatto con alcuni commercianti, che non volevano parlare dell’andamento, perché per loro parlare della crisi, che effettivamente c’è, era pensare in maniera negativa.
      Davanti alla mia considerazione: “Non vedere le cose come stanno, non vuol dire risolverle” o “essere ottimisti per forza” non è la soluzione, questi mi hanno detto, “guarda il bicchiere mezzo pieno”.
      Per questo volevo far capire che quello non era ottimismo, ma un mentire a se stessi (spero sia stato colto anche questo segnale), per far capire che non puoi dire: “va tutto bene” quando i fatti dimostrano altro.

      Ottimisti realisti? per me vuol dire: “Signori, questo è il problema, ora lavoriamo per trovare la soluzione”.
      La mia quindi voleva essere una provocazione, verso il lettore, per far capire che si devono affrontare i problemi per quello che sono, e non per come vorrebbe che siano, spesso evitando di guardare in faccia la realtà.

      Grazie ancora per aver espresso il tuo pensiero, sono sempre a disposizione per eventuali chiarimenti.
      Un saluto
      Nicola Cappello

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  2. Beh che fosse una provocazione lo avevo intuito…
    sono invece felice di capire che questa visione dell’Ottimismo ingenuo non è la tua ma quella di queste persone con cui hai parlato.

    Mi fa ancora più piacere che anche per te l’Ottimismo Realistico sia:
    “Signori, questo è il problema, ora lavoriamo per trovare la soluzione”.

    Beh, che dire: siamo allora sulla stessa lunghezza d’onda 🙂

    Viva l’Ottimismo Realistico e abbasso l’Ottimismo ingenuo!!

    Un saluto
    Sebastiano Todero

    PS. se ti va passa a trovarmi su:
    http://www.ottimismo.info

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