Il giorno della memoria e lotta all’ignoranza

“Razzista, xenofoba e un discorso politico ostile, rimangono un problema urgente. Nel mese di gennaio, 11 migranti africani, lavoratori stagionali, sono stati gravemente feriti, a causa delle sparatorie e attacchi da parte della folla, per tre giorni a Rosarno, in Calabria”.

Sono state le prime frasi della Humans Right Watch, nel suo rapporto del 2011 sullo stato dei diritti dell’uomo nel mondo, sono parole che pesano e che accusano una nazione.

Non si parla solo di Rosarno, in quel rapporto internazionale di oltre 650 pagine. Si parla anche delle preoccupazioni espresse dagli altri paesi, per il razzismo e la xenofobia in Italia. In un esame, dello Humans Rights Council, dell’Unione Europea è stato segnalato che: “Rom e Sinti hanno continuato a subire alti livelli di discriminazione, povertà e deplorevoli condizioni di vita in entrambi i campi: autorizzati e non autorizzati”; continua il testo, citando anche  il caso di Mohamed Mannai.

Il Comitato europeo per la prevenzione contro la tortura, ha scritto in un rapporto di aprile che: “L’Italia ha violato il divieto di respingimento, quando ha intercettato dei migranti in barca, mentre tentavano di raggiungere l’Italia. Sono stati rimandati in Libia senza verificare se erano presenti delle persone che necessitavano di protezione internazionale”; ed il rapporto continua nel suo elenco.

Si parla oggi del giorno della memoria. Per ricordare la strage, il disastro, che l’ignoranza, l’odio e l’indifferenza hanno generato.

E le basi ci sono ancora. È giusto ricordare quanto accaduto nel recente passato, ma è giusto anche capire cosa abbia generato tutto quell’odio, quali siano state le basi sociali.

La conoscenza può far partire quel campanello d’allarme che permette ad una società di evitare di ripetere gli stessi errori.

Ma indifferenza, ignoranza e odio sono ancora presenti, e non bisogna mai trascurare i segnali di preoccupazione, mandati dagli altri stati. Ognuno deve fare la guardia all’altro, per garantire che non si verifichi una nuova Shoah.

Per questo, è meglio farsi delle domande, capire e scrutare dentro di noi, chiedersi:

L’uomo ha imparato dal passato?

Cosa dobbiamo fare per evitare gli stessi errori?

Viviamo in una società trasparente, che ci permette di capire?

La storia è la base per costruire un futuro migliore, ma non serve a nulla se non si presta attenzione agli errori commessi. Il giorno della memoria serve anche a questo, non solo a dire: “Mai più”, ma anche a permettere alla società di avere le basi, affinché quelle parole vengano messe in pratica, grazie alla conoscenza.

Per scaricare il rapporto integrale della HRW [clicca]

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