Referendum – Sì al quesito sul nucleare ma bisogna raggiungere il quorum

Dal ’95 in poi i referendum non hanno mai raggiunto il quorum. Gli spot in Tv sono poco chiari ed esiste il rischio di un disinteresse totale

L’ultimo referendum ad avere raggiunto il quorum (quindi il 50% + 1 dei votanti), fu quello datato 11 giugno 1995 e trattava 12 punti, dalle concessioni televisive nazionali, sino agli orari degli esercizi commerciali ma i voti si fermarono al 57%.

Quello del ’97, arrivò al 30% e solo quello del 18 aprile ’99 (che prevedeva l’abolizione della quota proporzionale nelle elezioni, della camera dei deputati) sfiorò il successo con un 49,6%. Da quel momento in poi fu il crollo dal 30% del 2000, al 25% di quello del 2003, chiudendo con il 23% del 2009, diventando di fatto il meno votato (il più votato fu quello del ’74 sul divorzio, con l’87% dei votanti).

In pratica in Italia è nata la cultura del “se sei contrario ai quesiti referendari, non andare a votare”, creando un danno alla democrazia, che grazie a questa forma di espressione popolare, ognuno poteva dire la sua.

Il quorum è il primo nemico da battere e si sta facendo di tutto per evitare di raggiungerlo. Il primo passo è stato quello del Governo, tornando indietro sul nucleare (di sicuro il quesito trainante), ma la Corte di Cassazione ha deciso che si voterà anche questo punto e appare strana la sorpresa del ministro allo sviluppo economico, Paolo Romani, su tale decisione, viste le dichiarazioni fatte dal Premier, dopo il vertice italo francese, dove ha parlato di uno slittamento della legge.

Qualcuno ha pensato che gli italiani siano troppo stupidi per esprimere un voto ora. Oppure, qualcuno ha pensato (e bene anche) che riproporlo tra un paio di anni, dopo una lunga campagna pro, smorzando magari nei tg e giornali le manifestazioni contro il nucleare.

Una informazione televisiva poco chiara

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha già avvisato la Rai, come servizio pubblico, a dare maggiore spazio ai messaggi, ai quattro quesiti referendari, già trattati in questo blog [Clicca per visualizzare il post] ma nelle pubblicità in televisione, che dovrebbero essere più chiare e alla portata di tutti, non viene spiegato del tutto cosa e soprattutto perché si va a votare.

Non viene spiegato che il quesito sul legittimo impedimento, proposto dall’Italia dei Valori, è stato autorizzato dalla Corte di Cassazione DOPO CHE LA LEGGE E’ STATA DICHIARATA PARZIALMENTE INCOSTITUZIONALE.

Si parla di numero di legge, il punto, ma non c’è approfondimento, chi lo guarda non capisce. Inoltre, bisogna prestare attenzione quando nell’animazione viene fatta una croce sul NO, mentre la voce spiega (più o meno) “Per mantenere in vigore quanto scritto nei quesiti”, altrimenti si fa una croce sul SI’ (e non c’è nessuna animazione su questa ipotetica croce da fare).

Il Referendum è abrogativo

Bisogna votare Sì – per abrogare le leggi in vigore

Bisogna votare No – per mantenere le leggi in vigore

Cosa e perché si vota: basta cliccare il link https://nicolacappello.wordpress.com/2011/03/21/i-quesiti-del-referendum-del-12-13-giugno/

L’informazione fa paura, per questo da anni si sta tentando di imbavagliarla

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