Palme e deliri

Manifestazione di Casapound a Milano

Manifestazione di Casapound a Milano

Se la strategia di Starbucks è stata “sfruttiamo il razzismo crescente tra gli italiani, per generare discussione sul brand”, sarebbe stata a dir poco geniale.

Tuttavia, c’è molto meno genio ma tanto delirio nei fatti di questi ultimi giorni, tanto che Casapound Milano ha manifestato con lo slogan “Difendi Milano” e lo striscione “No all’africanizzazione di piazza Duomo”, mentre la Lega Nord ha distribuito banane ai passanti come forma di protesta (ci sono anche i banani nel progetto).

Ora, concorderai con me che simili reazioni sarebbero impensabili anche al marketer più bravo.

È sempre una questione politica

Anche in Italia si vuole sfruttare il populismo per raggranellare voti. A gran voce si chiede al sindaco Giuseppe Sala di assumersi le proprie responsabilità e di rivedere “lo scempio” (non sono parole mie) fatto sulla principale piazza milanese.
Insomma, i partiti hanno messo degli “alert” nei social per capire dove migra l’umore del popolo, pronti ad alimentare la fiamma del dissenso a proprio vantaggio.

Città divisa?

Una cosa piace o non piace. Nel primo caso puoi prendere i mezzi e “gustarti” il paesaggio, nel secondo, vai altrove senza dar fuoco all’oggetto del tuo odio.
Le palme non sono diventate un simbolo del “disagio” di un popolo, ma, semplicemente, il metro del livello di inciviltà raggiunta.

Dopo il gesto ebete di dar fuoco alla vegetazione “straniera” (che tra l’altro pare arrivare che abbia radici cinesi, ma non sono un botanico: leggi qui) nei social in molti hanno condannato gli imbe… gli autori (Qui l’hashtag su Twitter #palmemilano).

Palme a Milano (Getty)

Palme a Milano (Getty)

Breve storia delle palme milanesi

Starbucks ha vinto il bando di sponsorizzazione ed il progetto ha avuto pure il via libera da parte della Soprintendenza ed il “giardino” non è ancora finito.
Martin Brok, presidente di Starbucks, era molto orgoglioso di regalare alla città un giardino che dovrebbe rimanere per i prossimi tre anni, opera dell’architetto Marco Bay, tra l’altro milanese.

Tra l’altro, stando a quanto scritto dal comune su Facebook, la sistemazione dovrebbe rifarsi alla tradizione ottocentesca della piazza, quando erano già presenti dei filari di palme.

Tradizioni?

Dunque. In passato venivano messi filari di palme nella stessa piazza, ma a quanto pare i contestatori non hanno indagato.
Starbucks verrà a piazzare una caffetteria nel Paese dell’espresso, aggiungendo “americano” e frappuccino; vuoi difendere le tradizioni? Vai al bar.

Le tradizioni si vivono ogni giorno e non devono essere tirate in ballo solo per lamentarci.

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Un pensiero su “Palme e deliri

  1. Pingback: Aiuto, le palme minacciano il nostro paese! – Basso Veneto

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