Il futuro non è il nucleare

[nel post la vetrina di Ballarò di Maurizio Crozza del 15 marzo 2010]

Le priorità del Premier, non rispecchiano quelle della popolazione, oramai è visibile anche al più cieco degli elettori. Chiunque parlasse con un operaio qualsiasi, artigiano o commerciante, si accorgerebbe che quello che chiedono realmente gli italiani, sono riforme per salvare il lavoro e l’economia, manovre immediate e non Giustizia (con relativa riforma costituzionale) e Nucleare.

Il nucleare, inoltre, è diventato l’argomento più dibattuto in questo periodo, visto quanto sta accadendo in Giappone e nel male l’italiano ha la possibilità di vedere, quali siano i pericoli di una centrale nucleare nel territorio.

L’omertà dell’azienda energetica che gestisce la centrale di Fukushima è un chiaro esempio di come nel mondo, il “dio denaro” valga molto di più delle vite umane, le stesse vite umane che stanno pagando per colpe non loro, anzi per l’unica colpa di essersi “fidati” di chi li assicurava che il “nucleare era sicuro”.

Tra problemi di posti di lavoro, tra crisi che avanza, il precariato e la disoccupazione del mondo giovanile, la giustizia diventa l’ultimo dei problemi, mentre sul nucleare si deve prestare attenzione, dato che giugno avrà luogo il Referendum, dove tutti dovranno esprimere la propria opinione.

Ma l’energia è già una fonte di lavoro. La green economy, le aziende che operano nelle fonti rinnovabili per i privati, che installano impianti sui tetti per la produzione di energia elettrica, stanno dando una risposta alla crisi.

Il futuro sta nelle fonti rinnovabili. Se un terremoto spazza via i pannelli solari o una centrale eolica, tutto finirebbe nel danno pecuniario e basta.

L’italiano deve accogliere quindi l’appello di Crozza (nella vetrina che segue): non facciamo il nucleare in Italia, e chiedere che il Governo si metta in moto per fare uscire dalla crisi una Nazione che è immobile, a guardare le proprie società scappare all’estero, lasciando a casa operai italiani, per il fatto che costano troppo e non sono più competitivi sul mercato.

Dopo tutto, ministri, parlamentari, premier compreso, e senatori sono dipendenti pubblici e rispondono allo Stato e lo Stato, in un paese democratico, è il popolo.

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2 pensieri su “Il futuro non è il nucleare

  1. http://www.kitegen.com centrale eolica con aquiloni a 2.000 metri di altezza,potenza da 3 kilowatt a 60.000 megawatt(carousel) (l’Italia 53.000 megawatt in 1 anno),si possono chiudere tutte le centrali a gas,petrolio,olio,carbone,costa 1.000 volte meno di 1 centrale,funziona 24 ore al giorno,non inquina e non si vede.

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