I maestri della corruzione

I 91milioni di euro sono solo briciole, in confronto al giro di corruzione in Italia che ha fatto registrare il +68% nel primo semestre 2012, per un volume di affari pari a 62miliardi.

Franco Fiorito ex capogruppo Pdl in Regione Lazio, accusato di peculato

Monti “Hood” è riuscito a togliere ai ricchi per darli ai comuni colpiti dai terremoti. La Casta si è vista soffiare 91milioni di euro per via della riduzione dei contributi in favore dei partiti e dei movimenti politici. Ora la somma sarà distribuita nelle regioni Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Umbria ed Abruzzo.

“In particolare – quanto scritto nella nota che arriva da Palazzo Chigi – sono interessati dal provvedimento i comuni colpiti dal terremoto nelle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo il 20 e 29 maggio 2012 a cui sono destinati oltre 61 milioni di euro; i comuni dell’Umbria a causa del sisma del 15 dicembre 2009 a cui sono destinati 20milioni di euro, e, infine, gli eventi simici che hanno interessato la provincia dell’Aquila e gli altri comuni a cui sono destinati 10 milioni di euro. Il decreto sarà a breve pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale”.

Uno dei simboli del terremoto in Emilia

Insomma, è bastata una sforbiciata ai partiti per fare apparire milioni di euro per gestire le emergenze. Emergenze che dovevano essere risolte, secondo le dichiarazioni fatte da un noto Presidente del Consiglio dell’epoca, in breve tempo.

Nessun miracolo da parte di Monti che ha solo, in parte, tolto soldi a chi non avrebbe dovuto averne.

Meglio ricordare che quei 91milioni di euro, come molti altri, sarebbero finiti nelle casse dei partiti, grazie ad un abile raggiro da parte della politica italiana. Nel 1993 il popolo italiano fu chiamato alle urne per il referendum abrogativo sulla normativa che finanziava con soldi pubblici i partiti. Referendum promosso e voluto dai Radicali Italiani.

Il 90,3% dei votanti furono favorevoli all’abrogazione, grazie anche agli scandali di Tangentopoli che tra il ’92 ed il ’93 cambiò il volto della politica italiana, segnando la fine della “Prima Repubblica”.

Ma la politica sa essere abile quando si tratta di soldi.

Dopo il voto di aprile, infatti, otto mesi più tardi, nel dicembre ’93, il parlamento decise di aggiornare la legge esistente sui rimborsi elettorali, applicandola subito nelle elezioni del ’94 ed erogando fondi per 47milioni di euro in una botta sola. Solo il 6 luglio 2012 il parlamento ha obbligato un partito o movimento ad avere uno statuto per ricevere i rimborsi elettorali.

Cambiato il nome, la sostanza è rimasta sempre la stessa ed è sempre colpa dell’italiano medio che, una volta finita “la moda” della lotta alla corruzione, torna a sonnecchiare, lasciandosi fregare da un’altra manovra palesemente subdola.

Di fatto, fu la dimostrazione che la politica non ha preso atto di una espressione democratica dei cittadini, aggirando il problema.

Il premier Mario Monti ha sbloccato 91milioni di euro a favore dei comuni colpiti dai terremoti

A vent’anni dall’inchiesta “Mani Pulite” l’Italia si è ritrovata davanti ad una serie di scandali di corruzione. Una replica del ‘92 ed un esempio di come sia un paese statico in tutte le sue forme, legali ed illegali.

Chi è contrario alla completa abolizione del finanziamento ai partiti, illustra uno scenario preoccupante, dove i gruppi di pressione (lobby) avranno un peso maggiore nella politica di governo, grazie ai contributi che elargiranno nelle campagne elettorali.

Si parla di un impatto importante, in costi sociali, causato dalle leggi “ad personam” che saranno formulate come forma di ringraziamento, ma questo non è già accaduto?

Continuando sulla scia dei recenti scandali. L’Italia ha fatto registrare un tasso di corruzione +68% solo nel primo semestre 2012, rispetto lo stesso periodo del 2011, nello studio di Krls Network of Business Ethics, per un giro di affari di 62 miliardi di euro.

In pratica alle zone colpite dagli eventi sismici sono arrivate solo briciole.

E la legge anticorruzione?

Ecco le parole di Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia, firmataria della proposta di legge anticorruzione: “Votare la legge – spiega su Repubblica – è un passo avanti ma la considero un’occasione persa perché dopo tutta la fatica per portarla avanti, avrebbe dovuto essere usata come vero veicolo per introdurre reati nuovi che possano combattere questa Tangentopoli incessante”.

(Clicca per vedere il video)

Nota:

L’Italia dei Valori sta portando avanti una raccolta fondi per abrogare il finanziamento ai partiti (clicca) magari col sostegno di tutti, cercheremo di avere un tasso di corruzione inferiore almeno a quello del Ghana.

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