Due pesi e due misure per valutare le leggi “ad personam”

Una nuova legge “Ad Personam”, ma stavolta non è stato Silvio a farla, ma una buona parte del mondo politico per scavalcare una sentenza del Consiglio di Stato, per l’opera di riconversione della centrale Enel di Polesine Camerini, nel comune di Porto Tolle, in provincia di Rovigo.

In questi giorni si sta discutendo la modifica all’articolo 30 della legge costitutiva dell’Ente Parco Veneto del Delta del Po (legge regionale 36/97) in consiglio regionale, dove la Giunta Zaia ha proposto una modifica di legge.

Se il disegno di legge non subirà modifiche l’articolo 30, sarà modificato così (in grassetto la parte aggiunta)

Nell’ambito dell’intero territorio dei comuni interessati dal Parco del Delta del Po si applicano le seguenti norme:

a) gli impianti di produzione di energia elettrica dovranno essere alimentati a gas metano o da altre fonti alternative di pari o minore impatto ambientale;

a bis) nel caso di impianti di produzione di energia elettrica alimentati ad olio combustibile di potenza superiore a 300 mW termici, già esistenti alla data di entrata in vigore della legge istitutiva del Parco regionale Delta del Po, per i quali sia stata richiesta o venga richiesta la conversione a carbone o altro combustibile solido ai sensi della normativa statale, la conversione deve assicurare l’abbattimento delle emissioni di almeno il 50% rispetto ai limiti previsti per i grandi impianti di combustione di cui alle sezioni 1,4 e 5 della parte II dell’allegato II alla parte V del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152; in tal caso non trovano applicazione le disposizioni di cui alla lettera a);

b) è vietata la realizzazione di pozzi e impianti per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi nel sottosuolo.

Dopo due giorni di discussione, Italia dei Valori e Federazione della Sinistra, hanno presentato una trentina di sub emendamenti, nella seduta di giovedì 21, annunciando che anche in caso di approvazione del disegno di legge, i due partiti all’opposizione, daranno il via ad una raccolta firme per un referendum abrogativo per togliere la parte modificata.

La maggioranza sta respingendo tutti gli emendamenti presentati dall’opposizione, anche quelli migliorativi perché temono che: “qualche modifica possa condizionare in negativo la Valutazione di impatto ambientale nazionale o regionale”.

Un nuovo caso di legge “Ad Personam”, come dichiarato più volte da FdS e IdV che non va incontro alle direttive europee che impongo l’utilizzo di tecnologie meno impattanti possibili. Legge che comunque è stata avvallata dal Partito Democratico del Veneto, al contrario di quello dell’Emilia Romagna che ha votato contro.

Anche l’ultima manovra finanziaria ha modificato un articolo di legge, per permettere la riconversione della centrale Enel di Polesine Camerini (in grassetto la parte aggiunta):

Art. 5-bis: Riconversione di impianti di produzione di energia elettrica.

Per la riconversione degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati ad olio combustibile in esercizio alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, al fine di consentirne l’alimentazione a carbone o altro combustibile solido, si procede in deroga alle vigenti disposizioni di legge nazionali e regionali che prevedono limiti di localizzazione territoriale, nonché che condizionino o limitino la suddetta riconversione, obbligando alla comparazione, sotto il profilo dell’impatto ambientale, fra combustibili diversi o imponendo specifici vincoli all’utilizzo dei combustibili, purché la riconversione assicuri l’abbattimento delle loro emissioni di almeno il 50 per cento rispetto ai limiti previsti per i grandi impianti di combustione di cui alle sezioni 1, 4 e 5 della parte II dell’allegato II alla parte V del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. La presente disposizione si applica anche ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
Il comma 9, invece, specifica la legge modificata: “si applica anche ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge n. 5 del 2009”.

Oramai appare chiaro che in Italia se una legge non va bene per qualcuno, questa viene modificata liberamente, adeguandola. Ma soprattutto, l’opposizione al governo in questo caso il Pd, che ha denunciato il caso di Berlusconi, perché ha ritirato l’emendamento contro la modifica della 5bis permettendo che la modifica di legge passasse? Mentre Idv e Fds hanno dimostrato la loro coerenza.

Due pesi e due misure. Così non va bene.

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2 pensieri su “Due pesi e due misure per valutare le leggi “ad personam”

  1. Esatto…FdS e IdV coerenti…..Resto del Mondo: incoerente….
    ringrazio Piero Pettenò e i consiglieri dell’IdV per la battaglia in consiglio regionale….loro passeranno alla storia per essersi opposti….

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    • O semplicemente per essere stati coerenti.
      Rammento Dal Zio alla conferenza ad Adria che criticava il Silvio, ma ha glissato sulla legge ad personam approvata martedì…

      E’ facile sparare a zero (lungi da me difendere il premier) e fare finta di niente poi…

      La coerenza ha un prezzo… se fosse gratis… lo sarebbero tutti… forse

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